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Un po’ di storia: Intervistati da Zani.co.uk nel 2011

Il web, si sa, è in continua evoluzione e cambiamento, e, a volte, con il trascorrere degli anni,  i contenuti si disperdono.

Abbiamo ritrovato e “riesumato” il testo della traduzione in italiano dell’intervista che Ian Park della webzine zani.co.uk fece ad Alan Tyler della Three Stroke Productions nel 2011.  Da allora di acqua sotto i ponti ne è passata tantissima ma forse alcuni di voi troveranno interessanti e anche attuali, i contenuti di quella chiacchierata.

Zani.co.uk è una webzine inglese di ottima reputazione. Scivono di musica, di abbigliamento, di lifestyle e a volte anche di calcio. Il tutto da un punto di vista abbastanza “modernista”..

 

Alla Three Stroke Productions capiscono bene le similitudini tra le due
sottoculture Mod  e Casual – Alan e il suo team vengono da quei mondi e
attraverso un melting pot  di idee e creatività hanno realizzato una linea
di abbigliamento che parla ai Mods giovani e vecchi e suscita attrazione
anche in ambito Casual.
Il marchio fu fondato a Londra nel 1997 e da anni viene prodotto interamente
in Italia. Sono orgogliosi della qualità dei loro prodotti e del retaggio
culturale cui essi sono ispirati.
L’intervista rappresenta un interessante presentazione del marchio e copre
argomenti molto importanti quali l’importanza del Made in Italy, l’influenza
delle Sottoculture britanniche sul fashion e le numerose attività
collaterali promosse dalla Three Stroke Productions.

Ho voluto intervistare Alan perchè penso che un marchio che resiste in piena
indipendenza in questi tempi di recessione rappresenti qualcosa che meriti
grande attenzione.
Gestiscono tutto direttamente e continuano a crescere e, grazie anche al
passaparola, si stanno costruendo un’ottima reputazione.

ZANI- Come hai iniziato a disegnare capi d’abbigliamento? Hai sempre avuto
questa passione anche da giovane? Mentre i tuoi amici giocavano a calcio tu
ti dilettavi  tra pezzi di stoffa varii?
ALAN- Qando ero un teenager mi piaceva il calcio sia come tifoso che come
aspirante giocatore. L’idea dell’abbigliamento è venuta anni dopo….Eravamo
tutti parte di una scena che è molto attenta allo “stile” così un giorno
abbiamo deciso di fondare il nostro marchio.

ZANI- Avevi dei punti di riferimento particolari nel clothing design?
ALAN- Sono sempre stato un fan di Massimo Osti (CP Company e Stone Island) e
come marchio ho sempre visto la Fred Perry come una vera e propria icona.

ZANI- Anche io adoro Osti, quando il portafoglio me lo consente…E’ sempre
stato un precursore dei tempi e un rivoluzionario.  Alcuni dei capi dai lui
realizzati era decisamente “avanti” e la “terrace culture” sarebbe un
qualcosa di sbiadito se non ci fosse stato lui.
Inoltre  va detto che il retaggio che ruota intorno a Fred Perry sarà sempre
qualcosa di importante in ambienti Mods. Quali sono a tuo modo di vedere i
punti di collegamento tra le scene Mod e Casual?
ALAN – Be’..quando si parla di sottoculture allora è facile trovare punti di
contatto.  Il crossoover sottoculturale è un processo che si è sviluppato in
modo del tutto  naturale in Three Stroke Productions proprio grazie al
background personale di alcuni membri del nostro team. Ecco perchè, nelle
nostre collezioni sono visibili sia elementi mods che casual. Ritengo che il
“mod” nell’abbigliamento non possa limitarsi al cercare di aderire con
coerenza ai dettami suggeriti dai mods che popolavano le strade 30 o 40 anni
fa… Il nostro approccio modernista consiste nel desiderio di coniugare il
nostro retaggio sottoculturale con la contemporanità.
In altre parole, se ci limitiamo al passato come possiamo essere moderni?

ZANI – Disegni tuttora tu stesso le tue collezioni?
ALAN – Siamo un’azienda relativamente piccola e così cerchiamo di fare
tutti un po’ di tutto. Io sono più che altro nel design ma posso anche
impacchettare cartoni se necessario…In ogni
caso è tutto un gioco di squadra. Spesso troviamo ispirazione da vecchi capi
vintage, li ridisegnamo e li reinterpretiamo aggiungendo un tocco di
modernità e poi affidiamo lo sviluppo dei capi ai nostri esperti del
laboratorio tecnico.

ZANI – La compagnia è nata circa 10 anni fa. Che aspettative avevi quando
avete iniziato?
ALAN- Intanto va detto che la situazione del mercato è davvero difficile ma
la passione ha sempre giocato un ruolo importante per noi. Tutti noi in
Three Stroke Porductions  amiamo il nostro lavoro  e quello che facciamo.
All’inizio, tecnicamente,  non sapevamo nulla del mondo del abbigliamento  e
sono certo che se 10 anni fa avessimo avuto l’esperienza e le capacità che
abbiamo oggi, ora saremmo molto più forti..Abbiamo imparato molto dai nostri
errori….ne abbiamo fatti tanti…

ZANI- Deve essere difficile per un marchio non molto conosciuto ottenere
visibilità e riconosciemnto. Crede molto nel vostro prodotto?
ALAN – All’inizio producevamo tutto in Uk. Ricordo le prime bowling Bags
fatte a Manchester. Poi causa prezzi troppo alti spostammo il tutto in
Portogallo e alcuni anni più tardi abbiamo stabilito la produzione in
Italia.  Molti dei nostri fornitori sono piccole aziende
familiari e noi abbiamo una solida relazione con ognuna di loro.  Vogliamo
proseguire in questo modo… In Three Stroke Productions, qualità  e servizio  giocano
ruoli cruciali e noi siamo felici e orgogliosi dei nostri standard.
E’ un dato di fatto che noi siamo molto conosciuti per le grafiche che
stampiamo su t shirt e felpe ma posso aggiungere che le camicie
rappresentano  il nostro capo più riassortito delle ultime 2 stagioni. Il
pubblico ne davvero ha apprezzato la qualità e la vestibilità. Stile Inglese
e realizzazione Italiana!  Prima di scegliere i tessuti giusti per le nostre
camicie ne visioniamo a centianaia…credo che questa sia la parte piu
maniacale dell’intero  processo …

ZANI –  Puoi spiegarci il processo seguito per scegliere i tessuti , i
colori ecc..?
ALAN-  La collezione è realizzata in Italia ma noi siamo coinvolti
nell’intero processo. Dallo scegliere i tessuti alle fiere al comprare
vecchi pezzi vintage nei mercatini . Compriamo vecchi libri e scattiamo
foto. Dedichiamo molte energie nella ricerca relativa alle grafiche che
solitamente poi affidiamo a freelance professionisti. Ogni stagione
realizziamo almeno una quindicina di disegni. Ne abbiamo così tanti  che a
breve realizzeremo una mostra popart.

ZANI – Quale pensi possa essere la differenza the TSP e gli altri brand in
circolazione?
ALAN – Preferisco siano altri a giudicare il nostro lavoro.  Posso solo dire
che noi siamo una delle poche aziende che ancora producono in Italia e ti
assicuro che oggiggiorno non è una cosa facile…Ma questa è una questione
di scelte..

ZANI – Le vostre collezioni hanno forti influenze Mod . Si tratta  infatti
di una cultura costruita saldamente intorno alla sartoria  e al buon gusto.
Discutete molto prima di prendere una  decisione in merito ai capi da
realizzare?
ALAN – Abbiamo imparato a nostre spese che un eccellente giubbotto può
fallire se un minimo dettaglio  che a prima vista può sembrare irrilevante,
non è a posto. Le nostre collezioni consisteono di 50/60 modelli . Il che
non è tanto   se lo compariamo a quello delle aziende piu grandi.
L’approvazione di ogni singolo capo è però una cosa che gestiamo con grande
cura

ZANI – Come approvate un capo? E’ un lavoro di gruppo o vi affidate al
giudizio di qualcuno in particolare?
ALAN- Si tratta di una fase del lavoro che coinvolge tutti: sia il team
“creativo” di cui io sono un membro orgoglioso e sia, ovviamente, anche gli
artigiani del laboratorio in Italia che sono quelli che danno vita al
progetto.

ZANI – Three Stroke Productions ha un design inglese e una produzione
italiana. Come mai avete scelto l’Italia?
ALAN- Per molte ragioni…  L’Italia rappresenta il nostro mercato
principale. E l’italia ha senz’altro un’ottima reputazione per lo stile e la
qualità. Alcuni di noi sono italiani e vivono in Italia ecco perchè è stato
facile per noi trovare i partner giusti e stabilire li il nostro quartiere
generale.

ZANI – Ci sono un sacco di similitiudini tra italiani e britannici nel modo
di vedere le cose, nella mentalità e nella passione relativamente a musica,
abbigliamento e football.
Lavorando con entrambe le nazionalità che differenze hai notato
nell’approccio al lavoro. Quali sono le lezioni da imparare da entambi i
lati?
ALAN- Lavorando in un ambiente anglo italiano da molti anni  conosco bene i
pro ie i contro  di entrambi lati .Ci sono un sacco di aneddoti divertenti
al riguardo che potrei raccontarti  ma credo che italiani e inglesi si
integrino alla perfezione. Si influenzano a vicenda e ci sono momenti di
scambi ad ogni livello.
Va anche detto che sia il Mod che il Casual sono una miscela di gusti
italiani e inglesi. Ti faccio un esempio: l’idea che abbiamo noi di Fila
Vintage e di Tacchini Archivio (le adoro entrambe) non è altro che una re
interpretazione fatta da inglesi che hanno adottato marchi italiani per
farli divenire delle icone casual…Non credo che Fila e Tacchini avessero
questo in mente  40 anni fa..
Tornando all’approccio al lavoro il nostro motto è STILE INGLESE e
MANIFATTURA ITALIANA!!

ZANI – Avete sviluppato link interessanti nel mondo della musica e so che
avete lavorato anche con i Secret Faces (buoni amici di Zani..). Sappiamo
inoltre che avete preso sotto le vostre ali alcune band italiane . Pochi
sono disposti a lavorare con band che non vendono milioni di dischi e quello
che fate ci rinfranca…Posso chiederti il perchè?
ALAN- La verità è che siamo una label che viene dalla scena.. Le nuove band
rappresentano un’oppportunità e sicuramente un ottimo modo per veicolare il
nostro stile. Ecco perchè è fantastico essere coinvolto in eventi musicali
come a esempio la oasisnight.it…La nostra presenza nella scena musicale
genera sostegno reciproco per noi e per le band…Pensa che grazie a queste
attività, band italiane hanno suonato in Inghiltterra mentre bands inglesi
hanno avuto la possibilità di esibirsi in Italia. Quindi direi che la musica
gioca un ruolo cruciale per noi.

Tornando al business,  come vendete nel mondo e quali sono i mercati che rispondono meglio?
ALAN – Lentamente ma stabilmente continuiamo a crescere. L’Italia è il
nostro mercato principale seguito dall’Inghilterra. Riceviamo ottimo
feedback da paesi come Francia, Ungheria e Estremo Oriente

ZANI – Quali sono i vostri progetti per il fututo?
ALAN- Abbiamo un sacco di carne al fuoco.. Il prossimo passo sarà la nostra
partecipazione ad una grande fiera..mentre la nostra collezione verrà
ulteriormente arricchita da capi nuovi molto originali.

ZANI – A parte  la Three Stroke Productions, cosa ti piace indossare dal tuo armadio?
ALAN- Sicuramente i  miei desert boots . Inoltre ho un vecchio  field jacket
dell’Alpha che adoro.

 

Desideri approfondire?

Leggiti la Storia della Three Stroke Productions dalla A alla Z

o la traduzione della presentazione del brand fatta dal magazine inglese CasualMag nel 2014

 

Three-Stroke Productions
Distinctive Clothing Since 1997

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